Milano – Un confronto inedito tra due giganti dell’arte contemporanea. La mostra “La messa in scena della tragedia umana: la classicità di Jannis Kounellis e il pop di Andy Warhol”, in corso alla Galleria Fumagalli fino al 29 maggio si arricchisce di un significativo approfondimento al Museo San Fedele, nella cripta dell’omonima chiesa, cuore simbolico e spirituale della città.
Qui l’opera permanente di Jannis Kounellis, Senza titolo, Svelamento (2012), entra in dialogo con un lavoro di Andy Warhol, concesso in prestito dalla Galleria Fumagalli. Un accostamento che, lungi dal cercare facili assimilazioni, indaga le tangenze culturali e la comune tensione dei due artisti verso il mistero e la potenza della spiritualità, pur nella radicale distanza dei loro linguaggi.
Kounellis (Il Pireo, 1936 – Roma, 2017) e Warhol (Pittsburgh, 1928 – New York, 1987) hanno segnato in modo irreversibile il loro tempo, incarnando due visioni apparentemente inconciliabili. Da un lato la gravità della materia, l’ombra, la dimensione tragica e classica del reale; dall’altro l’abbaglio della superficie, la ripetizione dell’immagine, l’estetica pop elevata a icona. Due percorsi sviluppatisi in parallelo, in universi distinti, eppure attraversati da un’energia comune.
La mostra è accompagnata da un’ampia pubblicazione, che raccoglie contributi critici e memorie personali di studiosi e testimoni autorevoli, tra cui Andrea Dall’Asta SJ, Demetrio Paparoni, Gianni Mercurio, Gerard Malanga, Lóránd Hegyi, Luca Massimo Barbero e Sandro Barbagallo. Orari di visita, da mercoledì a domenica, dalle 14 alle 18.









