Il monumento impacchettatoIl monumento impacchettato

Preparativi per il trasloco – Con qualche giorno di ritardo rispetto alla data annunciata, finalmente l'inizio del mese di settembre ha visto la comparsa in piazza Vittorio Emanuele II dei primi ponteggi intorno al Monumento ai Caduti. Alla recinzione posta a delimitare l'area, unico segnale finora presente degli imminenti lavori di spostamento, si sono dunque aggiunti operai al lavoro e un'impalcatura che proprio negli ultimi giorni è stata portata a termine. Il Monumento si presenta oggi interamente "impacchettato" e dei tre bronzi non si intravede che la sagoma. Un lento scomparire il loro, in vista del loro definitivo spostamento in Piazza Trento Trieste.

L'operazione – Le tempistiche dell'intervento di rimozione non sono tuttavia delle più semplici: si tratta di un'operazione piuttosto delicata che prevede la pulitura delle lastre marmoree con bassorilievi e a seguire la rimozione dei tre bronzi, anch'essi destinati a pulitura e restauro. Tempo previsto: alcune settimane di lavoro che, per cittadini e commercianti, potrebbero causare forse troppi disagi al traffico, vista la riduzione dei posti auto nella piazza. Ma al momento la preoccupazione principale che attanaglia i bustocchi sembra essere la scelta della nuova "casa" del Monumento. 

Demolizione Piazza Vittorio Emanuele II verso Piazza Santa MariaDemolizione Piazza Vittorio Emanuele II
verso Piazza Santa Maria

A grande richiesta – L'obelisco di Enrico Manfrini, infatti, continua ad essere invocato a gran voce dagli abitanti e dai commercianti di Piazza Plebiscito che vedono nel Monumento l'occasione per rilanciare l'intera area di interesse, poco distante dal centro cittadino eppure ancora poco vissuta e ridotta ad una semplice rotatoria circondata da parcheggi. Ma sembra non ci siano alternative: la sovrintendenza delle Belle Arti non ha giudicato idoneo il riposizionamento in Piazza Plebiscito ed anche l'Amministrazione Comunale si è dimostrata decisa nel confermare la nuova sede di piazza Trento Trieste. Lì, infatti, è già stata scavata una buca ove predisporre il basamento. 


Cantiere e dintorni – Nel frattempo ancora tutto tace nell'altro cantiere in via Marliani, che ha interrotto nel mese di agosto i lavori di demolizione dei caseggiati degradati e ad oggi non ha ancora ripreso i lavori. Quel che è certo è che almeno per tre anni Busto Arsizio dovrà convivere con un grande cantiere in pieno centro (la fine dei lavori è prevista per il 2013) e, nonostante i possibili disagi, si potrà assistere giorno dopo giorno ad una delle trasformazioni più significative della città.