ArteVarese
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13-03-2008

Le lettere chiuse di Karen Berestovoy

Il progetto "Memoria Viva Argentina" continua nel suo quarto anno di svolgimento con tenacia e derminazione. La fotografia di denuncia persegue il suo fine: arrivare sempre più lontano, perchè l'eco delle voci si espanda


Varese:

Una foto in mostraUna foto di T. Fucile
La forza dell'arte - Torna l'arte intrisa di ricordo di Karen Berestovoy. La fotografa Argentina, da anni varesina d'adozione, prosegue con il suo progetto. Cominciato nel mese di marzo di quattro anni fa approda oggi ad una nuova tappa. "Memoria Viva Argentina" prova anche quest'annno a far riflettere, a far fermare le menti troppo impegnate dalla frenesia quotidiana tornando un attimo indietro e provando a guardare oltre ai nostri confini. Era il 24 marzo del 1976, era una giornata di autunno per il sud America, ed era una data che è entrata con prepotenza nei libri di storia. Da quel giorno l'Argentina non è più stata la stessa. Era il giorno della presa del potere da parte della giunta militare, il golpe. Era l'inizio. L'inizio di quello che ci troviamo a dover affrontare anche oggi. Quello che Karen e i suoi colleghi provano a testimoniare, ad imprimere sulle immagini fotografiche. Una riflessione che muove trentadue anni fa, ma che si evolve creando un vortice che avvolge piano tutte le ripercussioni dovute a quel giorno. Dalle Madri di Plaza de Mayo, ai desaparecidos.

Una foto di SchioppaUna foto di Schioppa
Lettere chiuse - Dal 13 al 28 marzo all'Atelier di Jo, il caffè di Biumo che da tempo segue l'arte contemporanea e organizza incontri culturali, ospiterà la mostra Memoria Viva Argentina, che rientra nella serie di iniziative dei Cortisonici, festival di cortometraggi che si sta svolgendo in questi giorni a Varese. "Quest'anno propongo, come sempre, un'installazione fotografica. L'installazione è un mezzo che mi permette di muovere con agilità il mio lavoro, proprio dal punto di vista fisico dello spostamento. Uno degli obiettivi è diffondere il più possibile la storia, la verità e questo mi sembra un mezzo adatto. Assume un valore simbolico, è un oggetto che può percorrere più posti possibili" ci spiega Karen Berestovoy. "Anche questa volta ho coinvolto più fotografi. Ognuno di loro ha creato delle immagini legate alla violenza, alla tortura, ma anche alla memoria collegata a diverse informazioni. La mostra è sia formativa che artistica, non si limita all'aspetto estetico che anzi diventa secondario. - continua Karen - Io ho realizzato dei nuovi lavori focalizzandomi sull'idea delle lettere chiuse. Le lettere che le famiglie mandavano ai militare chiedendo informazioni su quello che accadeva ai loro figli, non sapendo che parlavano con gli stessi carnefici. Ho riprodotto queste lettere e costruito anche tantissimi francobolli".

Un part. dell'installazione di KarenUn part. dell'installazione di Karen
Ricerca continua - Lettere chiuse, filatelia del terrore. Le immagini di Karen creano un album di terribile crudeltà. Una realtà perversa dove troppo rimaneva oscuro. Da quando è nata l'associazione delle Madri di Plaza de Mayo in Argentina si sono moltiplicate anche nel resto del mondo le associazioni che hanno provato a ridare volti ed identità a persone che si sono trovate a vivere in luoghi e con famiglie non proprie. Da allora ad oggi in 84 hanno ritrovato la loro famiglia d'origine. "La mostra serve ad informare e tenere viva la memoria per continuare a cercare. Tanti sono spariti, sono stati venduti, rubati. Troppi. E c'è chi ancora non è informato" conclude Karen. All'atelier varesino ci saranno, oltre alle opere di Karen Berestovoy anche gli scatti di Diego Boldini, Ornela Florencia Laezza, Samuela Iaconis, Tatiana Schioppa e Tommaso Fucile.

Impegno cittadino - La fotografa varesina collabora anche con la scuola. Presente infatti a Casciago per partecipare, come 'insegnante' e 'guida' al "Kaki tree project". Un'iniziativa alla quale partecipa, dal 2000, la scuola primaria "A. Manzoni" di Morosolo. Un'occasione per ricordare l'unico albero sopravvissuto allo scoppio della bomba atomica a Nagasaki, il 9 agosto 1945. L'appuntamento è per Sabato 15 marzo dalle ore 9.30 alle ore 12.30 sul sagrato delle chiesa di San Giovanni. Lì verranno esposte le opere realizzate a scuola dai bambini, con l'aiuto di Karen che ha rivelato loro anche la tecnica del rayograph. Il titolo dell'iniziativa di quest'anno è "Tracce di alberi e kaki". La manifestazione partirà alle ore 9.30 dalla scuola di Morosolo. La partecipazione è libera ed aperta a tutti.

"Memoria Viva Argentina"
mostra fotografica
1976 32 anni 2008
Un progetto di Karen Berestovoy

dal 13 al 28 marzo
Atelier di Jo
Via Garibaldi 24 - Varese -
orari: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 16 alle 24
tel 0332-231974

Il 28 di marzo alle 20 e alle 21 ore, si presenteranno Lucía y las cosas di M. A. Riva e P. A. Gullco e Una cucaracha menos di A. De Cecco, cortometraggi.



Laura Orlandi



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