ArteVarese
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12-02-2008

Lo spazio ThQu-BrentART prende vita

Un'antica filanda completamente ristrutturata ospiterà a partire dal mese di aprile una serie di mostre d'arte contemporanea. Una visita sul luogo in anteprima / GALLERY


Brenta:

La facciataLa facciata
Dal dire al fare - Tutto nasce per passione. Dal desiderio di poter fare e apprezzare l'arte. Un progetto, quello di Brenta che vede la luce qualche anno fa. L'autore di tutto è Giuseppe Gestra. Un vero appassionato d'arte. "Era da tempo che cercavo uno spazio in cui poter svolgere delle attività. Un luogo dove poter ospitare mostre, più in generale un polo artistico e scientifico dedito allo sviluppo del pensiero dove ogni creativo è invitato a mettersi in gioco. Soprattutto un sito da gestire come meglio credo, senza le limitazioni dello stare sotto qualche ente maggiore, pubblico o privato che sia", confessa Gestra.

La storia - La ricerca del luogo adatto è terminata nella scelta di una vecchia filanda, risalente alla fine dell' '800. Un luogo nella più totale tranquillità, nonostante ben inserito nel centro abitato di Brenta, nel cuore della Valcuvia. La funzione originaria del luogo è stata stravolta nel tempo. L'edificio ha ospitato una fabbrica e diverse attività industriali. Un passaggio questo che fa parte della storia dell'edificio e che fornisce un valore intrinseco alla tradizione del luogo. "Le fabbriche sono i luoghi di collegamento fra il manufatto e il mondo: l'opera d'arte è manufatto che parla al mondo", si legge nel progetto che sta prendendo forma a Brenta.

Piano terra e soppalcoPiano terra e soppalco
Voglia di fare - Il corpo principale è costituito da una struttura sviluppata su tre piani. "Da un paio d'anni abbiamo iniziato i lavori di sistemazione dello stabile. Tutto quello che si poteva mantenere originario o che era a norma abbiamo cercato di conservarlo", spiega il proprietario dello spazio. L'interno è pressoché terminato. Locali molto luminosi che accostano l'atmosfera dell'antico con soluzioni moderne, a partire dall'impianto di illuminazione. Un soppalco in ferro con pavimentazione trasparente caratterizza la sala al primo piano, fornendo così un secondo spazio espositivo. "Il tetto è stato rifatto completamente perchè era di eternit, e quindi tossico", continua Gestra. L'esterno si presenta ancora in fase di sistemazione, tranne la zona dell'ingresso dove è già stata realizzata una pavimentazione ordinata il legno. Sul retro dell'edificio ristrutturato, sono presenti i resti di un altro capannone distrutto da un incendio. "I prossimi lavori si concentreranno sul recupero del secondo edificio", anticipa il proprietario. Un lavoro ottimo quello svolto fino ad oggi che ha visto una spesa, comprensiva di acquisto dello stabile e lavori di ristrutturazione, di milione di euro.

Una bozza del programma espositivo - E' già stato stilato quello che potrebbe essere il programma espositivo che ospiterà questo nuovo spazio. Si parte ad aprile, quando aprirà al pubblico la mostra 'I colori dell'estasi. Percorsi di arte contemporanea' a cura di Lorella Giudici, Maria Cristina Madau e Maria Rosa Pividori. Tra giugno e luglio sarà presentata l'artista di Treviso, Claudia Cervo. Farà in questo spazio tappa l'attesa mostra del fotografo francese Andrè Villers. Dopo questo ad ottobre sarà la volta della Tavola Rotonda con una serie di nomi già noti
Nuova copertura a travi ligneeNuova copertura a travi lignee
in città. Il 2008 chiuderà con una personale di Jean-Marie Barotte. Un programma ricco per quanto riguarda l'arte, che da merito soprattutto alla rete di collaborazioni nate per far vivere questo luogo. A partire da FabbricaArte, attiva da anni nella creazione, gestione e promozione di progetti culturali a livello non solo locale. Presente è anche T.ART Brenta, associazione attiva nell'ambito della organizzazione, formazione e creazione teatrale e dell'intersezione tra diverse forme artistiche.

Non solo arte - Il centro di Brenta prevede anche l'organizzazione di convention, conferenze e altre attività fruibili da realtà industriali e commerciali della zone. Questo il piano di gestione. Che regge sugli auspici oltreché sui progetti già sulla carta: auspici alla voce finanziamenti, da enti privati, e naturalmente dalle istituzioni politiche territoriali. 



Lara Treppiede



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