ArteVarese
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20-07-2012

Percorsi di luce a Castellanza

L'A.F.I.-Archivio Fotografico Italiano, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Castellanza, organizza dal 7 al 28 ottobre la rassegna fotografica dal titolo: "Percorsi di luce". 


Piergiorgio Branzi, RussiaPiergiorgio Branzi, Russia
L'A.F.I.-Archivio Fotografico Italiano, che ha come finalità quella di promuovere la fotografia in tutti i suoi aspetti, diffondere la cultura della preservazione di immagini storiche, moderne e contemporanee e di promuovere i giovani autori, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Castellanza (Va) e con il supporto tecnologico di EPSON, organizza dal 7 al 28 ottobre 2012 presso la storica villa Pomini di Castellanza (Va), la rassegna fotografica dal titolo: "PERCORSI DI LUCE".
Un grande autore e due giovani talenti per esplorare i diversi linguaggi della fotografia.


Piergiorgio Branzi
DIARIO MOSCOVITA

Nel 1962 Branzi viene mandato a Mosca da Enzo Biagi, a quel tempo direttore del Telegiornale RAI, come giornalista-reporter, e fa le riprese filmate accompagnate da un testo di commento. Ufficialmente fotografare a Mosca in quei tempi di guerra fredda non è permesso e la situazione per un reporter straniero è molto difficile, anche perché non gli viene reso facile coltivare contatti privati. Dal punto di vista di un osservatore silenzioso, Branzi riprende la vita quotidiana delle persone in un suggestivo bianco e nero: la fila davanti ai negozi, il correre nelle strade o sulle ampie piazze innevate, prendere un Tjai nei Magazzini Gum, il bagno alla domenica nella Moscova in costume da bagno. Branzi osservava con la sua Leica la vita nella città con rispetto e sensibilità. Mentre la fotografia permette a chi la usa di fermare delle immagini da lui ritenute interessanti, la presentazione pubblica di queste fotografie nelle mostre e nei libri da l'occasione preziosa di rivedere le stesse immagini e, spesso, di fare dei viaggi virtuali per luoghi e tempi distanti. Così accade per il "Diario Moscovita", spontaneo reportage in cui scene di vita rappresentano il tributo nostalgico per un popolo osservato con partecipe sincerità, dove si vedono i quartieri nuovi, il museo della rivoluzione, il monastero dei vecchi credenti, il negozio d'antiquariato su l'Arbat, la lezione di valzer, l'Università Lomonosov.

Emanuele Carpenzano
NEL GREMBO

Per affrontare in fotografia il tema del nudo bisogna
Emanuele Carpenzano GREMBOEmanuele Carpenzano GREMBO
essere dotati di una particolare sensibilità perché quello che l'obiettivo inquadra non è, nonostante le apparenze, solo un corpo ma una persona di cui saper valorizzare tutte le sfumature, soprattutto quelle più intime e delicate che rientrano nell'ambito della dimensione psicologica.
E' proprio questa sensibilità a caratterizzare "Nel grembo", la ricerca realizzata da Emanuele Carpenzano con uno stile e una intensità che escludono da subito il puro esercizio di stile che pure nella fotografia di nudo è così comune. Piuttosto, quello che interessa al fotografo è raccontare una storia con la spontaneità di un racconto, con il graffiante vigore di un aforisma.
Un sottile filo lega il fotografo alla modella perché il primo fa un passo indietro e accetta di essere colui che, dopo aver dato lo spunto, sceglie un ruolo apparentemente defilato consentendo alla seconda di occupare lo spazio con l'intensità di cui è capace. Il corpo della donna è imprigionato in una stanza dalle pareti nere che caratterizza un design modernissimo ed essenziale: questo diventa il luogo teatrale ossessivo e claustrofobico al cui interno la ragazza si muove come volesse liberarsi di una sofferenza che emerge nei suoi gesti rapidi e disperati, nel suo moltiplicarsi in superfici specchianti, nel suo rannicchiarsi su se stessa, nel suo abbandono. Poi, quando tutto sembra chiudersi su di lei, improvvisa arriva la liberazione: il cielo si allarga espandendosi, la luce domina ogni cosa e il corpo della donna sembra ritrovare la sua serenità fin quasi a confondersi con l'acqua, con la sabbia, con la roccia che con la loro vicinanza le conferiscono una flessuosità e una delicatezza nuove. E' allora che il fotografo rivela il suo vero ruolo di demiurgo, colui che con la sua presenza ha consentito alla vicenda di svolgersi, alla donna di rinascere. Roberto Mutti

Giorgia Carena
IMMAGINI DAL SILENZIO

Il progetto nasce dalla passione della fotografa per le poesie della Dickinson, che immediatamente evocano in lei immagini difficili da dimenticare, dando il via così a un lavoro in studio durato otto mesi: dalla scelta delle poesie ai primi bozzetti, dalla ricerca del volto all'esecuzione degli scatti.
Tutti di fotografia in bianco e nero, tutti di nudo di donna: una donna che, a 125 anni dalla scomparsa della Dickinson, si svela con il proprio corpo per evocare quelle parole, tanto sofferte e tanto necessarie, che a loro tempo avevano a loro volta messo a nudo l'anima della poetessa.
La mostra sarà ricca di particolarità: dal creativo allestimento di Erique La Corbeille, che dona alle fotografie in bianco e nero cornici variegate, alla performance di Laura Cerini, musa della fotografa e protagonista degli scatti, che sarà parte integrante della mostra fotografica, quale simbolo della poetessa.
L'immagine della modella è curata da Roberta Demolli, make-up artist del progetto fotografico.
Alla riscoperta di parole e immagini nel nome di Emily Dickinson, che toccheranno gli animi dei visitatori.
L'ispirazione di IMMAGINI DAL SILENZIO arriva nel 2010, a settembre, il progetto prende forma, inizia la ricerca di una modella in grado di posare e interpretare il difficile personaggio, una truccatrice fuori dal comune, giovane e creativa. La ricerca di Giorgia si conclude a dicembre, e a febbraio 2011 si inizia a scattare. Laura Cerini sarà la modella e Roberta Demolli la truccatrice.
Ogni foto è una ricerca difficoltosa e lunga, estenuante. Le poesie di Emily sono difficili e a volte ti lasciano senza parole e senza immagini. A novembre gli scatti sono ventidue. Ce ne sarebbe un ventitreesimo, ma Giorgia decide di includerlo solo nel futuro libro. IMMAGINI DAL SILENZIO, infatti, sarà presto anche un ebook. IMMAGINI DAL SILENZIO non vuol essere solo un'interpretazione della poesia di Emily, ma anche un tentativo di dare delle risposte alle sue domande. Un tentativo vano, forse, o forse dentro le immagini c'è davvero di più? Il percorso d'introspezione ha coinvolto Giorgia, e adesso vuole coinvolgere tutti gli spettatori che guarderanno queste fotografie. Vuole dare risposte o creare nuove importanti domande.

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