ArteVarese
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08-05-2017

Il "Mea Culpa" di Santiago Sierra

Messaggero della cupa vertià del nostro tempo l'artista madrileno arriva al Pac di Milano con 50 opere realizzate del 1997 in poi e documentate con foto e video.


Articolato e metalinguistico il "Mea Culpa", titolo ironico e provocatorio all'un tempo, che da vita all'antologica a cura di Lutz Henke e Diego Sileo, dell'artista concettuale Santiago Sierra, in corso presso il PAC a Milano.

Dall'impianto multimediale, la mostra si articola attraverso successioni sonore, fotografie, video e istallazioni.

Si è infatti accolti da una monumentale struttura composta da casse armoniche con accanto la distonica gigantografia di "Denti degli ultimi gitani", eseguita a Napoli nel 2009.
In alternanze performative che dall'ambito sociale si inoltrano in quello politico, Sierra mai indulge in qualsivoglia forma di scontata spettacolarizzazione.

Nato a Madrid nel 1966, città dove vive e lavora, Sierra ha visto le sue opere accolte nei più prestigiosi musei del mondo e nel 2003, ha rappresentato la Spagna alla 50esima Biennale di Venezia.

Accanto a percorrenze fotografiche dove l'artista esprime con forza la sua critica nei confronti di una società sempre tesa a emarginare i più deboli creando disoccupazione e povertà, compaiono istallazioni composte da terra, acqua e pietra a delineare i parametri fondanti della significatività del mondo.
Imponente e seriale l'istallazione composta da 12 moduli antropometrici di natura fecale realizzata dai membri di Sulabh International tra il 2005 e il 2017, definisce gli estremi provocatori dell'artista che lo ha visto protagonista con l'altrettanto dissacrante lavoro "NO proyectato sobre il Papa" nel 2011 durante la messa pontificale in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid".

Mediante l'uso di una speciale macchina fotografica, Sierra ha proiettato le lettere "NO" alle spalle del Pontefice, in modo da rendere visibile la scritta solo quando la camera era attivata e soltanto per quella specifica fotocamera.

Viaggiando in più paesi nel mondo, l'artista ha creato un video dove accostando vari interventi manuali, animali e ambientali, smembrava la parola Kapitalism, dove la K risultava l'ultima lettera a essere ridotta in cenere a seguito di un incendio.

Santiago Sierra - "Mea Culpa"
Milano -PAC, via Palestro 14. Fino al 4 giugno
Orari: mercoledì.-venerdì, sabato, domenica 9,30-19,30;
martedì giovedì 9,30-22,30
Biglietti: intero € 8.00; ridotto € 6,50



Mauro Bianchini

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