ArteVarese
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27-02-2017

“I Luoghi del cuore”, la classifica 2017

Più votato il Castello di Sammezzano a Reggello (Firenze). La prima regione è la Lombardia: al quinto posto la Ditta Guenzati di Milano al sesto il Convento di San Nicola ad Almenno San Salvatore (BG). Tra i primi cento nella provincia di Varese le Antiche Fattorie Visconti e Villa Gonzaga a Olgiate Olona.


Nello spot pubblicitario ideato da FAI e Banca Intesa San Paolo per lanciare l'ottava edizione de "I luoghi del cuore" si chiedeva alle persone di segnalare monumenti, zone archeologiche, industriali, naturalistiche, ecc. del nostro Paese, per salvarli dall'indifferenza e valorizzarli.

Si faceva riferimento soprattutto alle emozioni che certi luoghi suscitano, il famoso animus loci, cioè quell'insieme di sentimenti, ricordi, suggestioni, che un luogo è in grado di suscitare in ogni persona, e che ne rappresenta lo spirito, fatto di colori, odori, suoni, scenografie, caratteristiche monumentali, ambientali, sociali, insomma, un mix unico e irripetibile.

E gli Italiani si sono mostrati davvero sensibili a questo appello. Oltre un milione e mezzo di persone ha segnalato 33.000 luoghi. Il più grande movimento di popolo attorno a un evento culturale - ha ricordato con orgoglio Marco Magnifico, Vice Presidente esecutivo del FAI.

La classifica definitiva de "I luoghi del cuore"
Come ogni manifestazione, si è determinata una classifica dei luoghi che hanno raccolto il maggior numero di preferenze. Il più votato è stato il Castello di Sammezzano a Reggello (FI), a 40 chilometri da Firenze, capolavoro dell'arte eclettica, dovuta a un personaggio particolare, il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes, che progettò l'edificio in stile moresco, suggestionato dalle storie orientali, anche se sembra abbia viaggiato poco in quelle regioni. Il castello, trascurato nel Novecento, è ora in condizioni di abbandono.

Al secondo posto, il convento di Santa Croce a Bosco Marengo (AL) voluto da Papa Ghislieri, PioV, nel 1566, che conserva, tra l'altro, un Giudizio Universale di Giorgio Vasari. Nel 1860 fu chiuso e trasformato in riformatorio che rimase attivo fino al 1989. Ora necessita di un intervento di recupero e restauro.

Al terzo posto, le grotte di Caglieron a Fregona (TV) una serie di suggestivi antri, scavati per processi di erosione e per l'intervento dell'uomo (che estraeva l'arenaria, la "pietra dolza", per le costruzioni) con un microclima unico, acque cristalline e specie animali e vegetali particolari. Che merita di essere valorizzato.

Al quarto posto, l'area archeologica di Capo Colonna a Crotone, incentrato intorno al santuario di Hera Lacinia del V secolo avanti Cristo, di cui rimane solo una colonna.

Al quinto posto, la Ditta Guenzati di Milano, fondata nel 1768, il più antico negozio della città, sito in via Cordusio, specializzato in accessori per abbigliamento e tessuti anglosassoni. Il proprietario ha avuto lo sfratto ma si pensa sia possibile trovare una soluzione che eviti la sua chiusura.

La Lombardia in testa per numero di segnalazioni
Quasi 190 mila sono i voti che sono stati raccolti in Lombardia e numerosi "i luoghi del cuore" segnalati. Tra gli altri, fa piacere indicarne anche alcuni della provincia di Varese e Monza Brianza.

Al sesto posto, il convento di San Nicola-Santa Maria della Consolazione ad Almenno San Salvatore (BG). Costruito attorno alla fine del Quattrocento, a causa della peste, fu arricchito di una chiesa e di un convento. La chiesa è a navata unica con sei cappelle decorate. Dalla fine dell'Ottocento la chiesa è caduta in declino. Oggi, è nuovamente attiva ma il complesso necessita di interventi di protezione, manutenzione e restauro.

Da segnalare anche al 42° posto il Naviglio della Martesana, conosciuto anche come Naviglio Piccolo, che collegava Milano al corso del fiume Adda, attraverso i comuni della parte meridionale della Brianza. Realizzato a partire dal 1457, si snoda per oltre 38 chilometri da Trezzo d'Adda a Milano, attraverso Cascina de' Pomm. Il progetto era quello di collegare Milano al lago di Como. Come si sa molti tratti sono stati interrati ma in campagna e nei borghi, la Martesana continua a scorrere a cielo aperto.

All'81° posto, le Antiche Fattorie Visconti di Somma Lombardo, risalenti al 1600 e collegate all'adiacente Castello. Cessata l'attività agricola, questi edifici diventarono abitazioni, poi abbandonate dal 1988. Attualmente il complesso è chiuso e non visitabile. Ci si sta impegnando per un progetto di recupero.

Al 93°, la Chiesa Vecchia di Sovico (MB) dei Santi Simone e Giuda, la cui fondazione dovrebbe risalire al XIII secolo. Dopo un crollo, la Chiesa fu ricostruita e ampliata nel 1830.

Al 94°, Villa Gonzaga di Olgiate Olona (VA), che sorse su una villa seicentesca, di dimensioni più ridotte, nella prima metà dell'Ottocento. Poi, dopo vari passaggi di proprietà, la villa divenne Collegio femminile e preventorio antitubercolare infantile. La villa ha un grande parco e al suo interno custodiva biblioteca, pinacoteca e una cappella nobiliare.

Ha conquistato il 115° posto, con 2.843 voti, il Lazzaretto di Marnate. Al 128° posto, con 2.355 voti, l'Oratorio di San Giovanni Battista a Buguggiate. Solo al 143° posto, con 2.061, la prestigiosa Casa museo Lodovico Pogliaghi a Varese.

Non solo segnalazioni, ma progetti che diventano restauri
Il fatto positivo dell'iniziativa è che dalle segnalazioni si passi poi ai fatti. Cioè, si intervenga sui beni per restaurarli, recuperarli e valorizzarli. Qualche dato a questo proposito: dal 2003, quando è partita l'iniziativa, ad oggi sono stati varati ben 68 interventi che hanno riguardato beni salvati e restituiti ai cittadini, come il Convento dei Frati Cappuccini a Monterosso al Mare, il Convento Francescano a San Gennaro Vesuviano, la scuola elementare Gabelli di Belluno e altri.

Il bello è che ciò è avvenuto indipendentemente dal numero delle segnalazioni raccolte nel censimento: prendiamo ad esempio la Cattolica di Stilo, che era finita al 10° posto nel 2013, ma, grazie a un intervento di illuminazione ad hoc ha permesso di migliorare la visibilità della bella chiesa bizantina; oppure il restauro della Scala dei Turchi a Realmonte (AG), che era al 60° con 185 voti, ma su cui si è egualmente intervenuti con l' abbattimento di un ecomostro che snaturava lo splendido paesaggio della falesia a picco sul mare.

L'iniziativa, infatti, non si ferma nella raccolta di voti e nella segnalazione dei luoghi del cuore più amati. Bisogna che i primi tre classificati presentino un progetto adeguato da concordare per avere un contributo. Ma anche chi ha avuto meno di 1500 voti può partecipare al bando per la richiesta di intervento.
Il progetto, si diceva, è importante. Ad esempio, il Museo di Totò non ha avuto contributi perché è venuto a mancare un progetto adeguato.

L'intervento del Presidente FAI Andrea Carandini
Il Presidente FAI, Andrea Carandini, ha sottolineato che quest'anno l'iniziativa è stata dedicata all'archeologo Khaled al-Asaad, direttore del sito di Palmira, che non ha rivelato il nascondiglio di alcuni reperti romani ai terroristi dell'ISIS, a costo della morte per decapitazione.

C'è stato un leggero calo delle segnalazioni rispetto all'anno precedente ma le cause sono principalmente due: il terremoto che ha colpito tre Regioni italiane e la concorrenza dello Stato che ha fatto partire, quasi contemporaneamente una analoga iniziativa.

Ben venga la sensibilizzazione da parte delle istituzioni, dice Carandini, ma occorre che qualcuno metta in relazione i cittadini con lo Stato per quanto riguarda questi interventi e il tramite più efficace si è dimostrato il FAI con le sue 300 delegazioni e Banca Intesa San Paolo con le sue 4100 filiali in tutta Italia.

L'invito caldo di Carandini agli italiani, soprattutto ai più giovani, è quello di spostare la loro attenzione dagli schermi della TV, dei cinema e dei computer alla tridimensionalità del reale, rivalutando il ricco patrimonio del nostro Paese. L'importante, ha concluso Carandini, è che vi sia un continuo movimento dal basso (bottom up) nel censire quello che si può definire "patrimonio minore" ma, come si è visto, non certo meno importante.

Gian Maria Gros-Pietro, l'importanza strategica di Banca Intesa San Paolo
Anche il Presidente di Intesa San Paolo, Gian Maria Gros-Pietro ha ricordato come l'iniziativa rispecchi la filosofia della banca, vicina alle persone, ai problemi locali ma anche con una visione nazionale di ampio respiro. Non per altro, Banca Intesa San Paolo è la più grande banca italiana e all'estero opera soprattutto laddove vi sono italiani, clienti e imprenditori che hanno bisogno di sostegno per le loro attività.

Banca Intesa San Paolo ha dato il proprio appoggio convinto all'iniziativa perché si tratta di progetti credibili e realizzabili e perché la stessa banca ha nel suo DNA una particolare attenzione ai beni artistici e culturali, vista la sua storia secolare. Basti pensare all'iniziativa del polo museale "Gallerie d'Italia" con la messa a disposizione del pubblico delle numerose opere di proprietà delle banche del gruppo.

Particolarmente importante è stato anche il contributo fattivo delle filiali dell'istituto bancario che hanno sostenuto la raccolta di firme. Un esempio per tutte, la filiale di San Donaci (BR) che ha collaborato con il comitato che lì si è costituito per il restauro del tempietto di San Miserino, erogando un contributo di 5000 euro.
L'istituto è impegnato nella promozione della crescita sociale e culturale, oltre che economica, dei territori in cui è presente. L'affiancamento al FAI nasce dalla consapevolezza del valore del patrimonio artistico, naturalistico e storico del nostro Paese e sulla necessità di impegnarsi per salvaguardarlo e valorizzarlo.



Ugo Perugini

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