ArteVarese
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20-02-2017

Tutankhamon resta a Varese

Oltre duemila visitatori hanno apprezzato in questi mesi la ricostruzione della camera funeraria di Tutankhamon: bambini, famiglie, scolaresche e semplici visitatori. Per permettere a tutti di apprezzare e cogliere questa occasione unica è stato deciso di prorogare la mostra.


La mostra "L'Egitto di Tutankhamon" allestita presso il Museo Castiglioni dal 29 ottobre scorso, ha registrando un grande successo e apprezzamento da parte dei visitatori. Sono state più di 2.000 le persone accorse per ammirare la splendida ricostruzione della camera funeraria di Tutankhamon ma anche il modo nuovo e originale con cui sono raccontati gli usi, i costumi, i metodi di lavoro degli antichi Egizi attraverso gli attrezzi, rimasti immutati nei millenni, in uso fino a pochi anni fa nell'Africa nera e recuperati dai fratelli Castiglioni durante le loro missioni di studio.

Numerose anche le scolaresche che approfittano della comodità di avere in città un "pezzo di Antico Egitto", utile alle insegnanti per integrare lo studio di questa affascinante civiltà.

Anche i laboratori didattici aperti alle famiglie, organizzati dalla "Cooperativa sull'Arte", hanno registrato il tutto esaurito: 5 appuntamenti finora, ognuno dei quali ha visto 25 - 30 bambini cimentarsi divertendosi con l'arte, i gioielli, gli oggetti sacri e le stupefacenti sepolture dell'Egitto faraonico.

I visitatori dimostrano di apprezzare molto anche l'inedito filmato, dalla significativa valenza didattica, realizzato con il materiale originale girato dai fratelli Castiglioni dagli anni '60 agli anni '80. Un filmato che mette a confronto le raffigurazioni ritrovate nei monumenti egizi con lo stile di vita delle popolazioni africane. Alcuni sorprendenti aspetti della quotidianità di questa affascinante civiltà sono sopravvissuti alla storia e sono giunti immutati nella cultura dell'Africa nera del secolo. Usi e costumi scomparsi da pochi decenni ma che rivivono nel coinvolgente filmato dei due antropologi e archeologi. Un minuzioso lavoro di archivio che ripercorre anni di attività di ricerca sul campo e che risponde alla filosofia del Museo: due scienze, l'archeologia e l'antropologia culturale, che si incontrano, si sovrappongono e si fondono facendo rivivere il passato dell'umanità.

I visitatori dimostrano di apprezzare molto anche la collezione permanente del Museo Castiglioni: reperti unici come i calchi dei graffiti paleolitici del Bergiug libico, la storia dell'estrazione dell'oro nell'Egitto faraonico, la ricostruzione dell'attendamento Tuareg animato da un sistema multimediale, le incredibili e variopinte acconciature dei nilo-camiti (gruppo etnico della savana orientale), la carovana dispersa e molti altri reperti unici e originali. Entusiasti i pareri dei visitatori sul "registro presenze" e le recensioni su TripAdvisor e i vari social media dell'esposizione.

Commenti che raccontano come visitare il Museo rappresenti un viaggio tra la preistoria, la storia e il presente dell'Africa, ma anche un percorso negli ambienti di questo affascinante continente e nella vita di ricerca e studio di due persone.

Per permettere a tutti di apprezzare e cogliere l'occasione unica di visitare a Varese un monumento che oggi è chiuso al pubblico, è stato, quindi, deciso di prorogare la mostra.

La mostra ripartirà quindi dal 23 febbraio fino al 7 maggio 2017 dando a tutti la possibilità di apprezzare un allestimento unico nel panorama varesino. In programma anche un nuovo laboratorio didattico dedicato alle famiglie domenica 25 febbraio alle ore 15:30.



La Redazione



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