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![]() Serrago GeraldoCuasso al Monte(...) Quando ci si avvicina ad opere come quelle di Geraldo Serrago ogni intenzione di carattere ermeneutica viene sopraffatto dall'intenso simbolismo che sottende tanto ad ogni oggetto quanto alla relazione che sussiste tra essi. Allora ogni critica può soffermarsi certo sull'evidente citazionismo dell'enigmatico Dalì, oppure sull'evidente sentimento di desolazione e perturbamento dechirichiani, insomma: si tratta di associazioni. L'esplosione di colori onirici parte spesso da una scacchiera bianca e nera, quella della vita, che offre momenti positivi e altri negativi: la pavimentazione è sempre rigorosamente lucida e pulita e ospita il riflesso degli oggetti in gioco. Dico in gioco perché in fondo, la grande scacchiera della vita terrena, non è che una partita tra oggetti presenti (che simboleggiano entità e sentimenti), il caso e ciò che sta oltre il terreno. Così è spesso presente il sipario, simbologia di carattere teatrale che si rifa precisamente al concetto di finzione. Dunque sono presenti, nell'opera di Serrago, diverse dicotomie: realtà e finzione, negativo e positivo, terra e acqua, amore e morte, fino al più estremo degli opposti: Vita e Morte (....) Luisa Papa, 2006 |